Graphic Design

Graphic design a Lecce: packaging, menu, etichette e materiali stampati

In breve

Progettiamo tutto quello che di un'attività finisce stampato o confezionato: scatole regalo e packaging, etichette e astucci, menu e listini, biglietti da visita e coordinato stampa, shopper, merchandising, illustrazioni originali. Lo facciamo da Lecce dal 2020 per produttori food, ristoranti e chioschi, che riempiono buona parte del portfolio, e per negozi, artigiani, studi e imprese del Salento: il packaging di una linea di prodotti tipici e le divise di un centro estetico passano dallo stesso lavoro. Il principio è fisso: il progetto deve reggere sul supporto reale, che sia cartone ondulato, carta kraft, bicchiere o tessuto, prima che sullo schermo.

Cosa progettiamo

Il marchio, se già esiste, è il punto di partenza; se non esiste o non regge, lo progettiamo prima. Da lì in poi il lavoro è portarlo sulle superfici che l'attività usa ogni giorno, ciascuna con i suoi vincoli di materiale e di stampa.

  • Packaging: scatole regalo, astucci e cofanetti, buste richiudibili, fascette
  • Etichette per vino e prodotti alimentari, con le informazioni obbligatorie impaginate in modo leggibile
  • Menu, listini prezzi, cartelli e poster per il locale o il punto vendita
  • Coordinato stampa: biglietti da visita, cartoline, gift card
  • Merchandising e abbigliamento: t-shirt, spille, shopper e divise
  • Illustrazioni originali per i contenuti social
  • Grandi formati: marchio dipinto in facciata, rivestimento di veicoli

Il supporto decide il progetto

Un pattern che funziona su una busta può soffocare un furgone. Per Koko Caffè la trama esiste in due pesi: piena, marrone su avorio, per le buste dove serve presenza; a filo sottile per il van e gli interni, dove la versione piena sarebbe stata troppo. Due pesi dello stesso motivo tengono insieme una shopper e un veicolo intero senza che sembrino due marchi.

Il cartone ondulato è poroso e smorza sempre la stampa: per le scatole di Salento Typical Food la palette è stata spinta a cinque colori saturi per arrivare sullo scaffale con la forza giusta. È una scelta che si fa prima di disegnare, conoscendo il materiale.

Progettare per non ristampare

Una grafica pensata bene può abbassare i costi di produzione. Le buste di Koko Caffè sono identiche per trama e formato; cambia solo il colore del logotipo, che diventa il codice della miscela — arancione la classica, azzurro il decaffeinato, verde l'arabica. Basta un unico impianto di stampa per la trama, e a scaffale il cliente abituale cerca un colore prima ancora di leggere.

Per Salento Typical Food tutte le informazioni obbligatorie e i nomi dei prodotti stanno sulla fascetta in carta kraft, così la scatola resta uguale per tutta la linea e si può cambiare il contenuto senza ristamparla. È una decisione presa prima di disegnare, e pesa più sul preventivo della tipografia che sul disegno.

Quattro progetti e i vincoli che li hanno decisi

Salento Typical Food: una linea di scatole regalo per taralli, rustici, cotognata e Primitivo. Il pattern è astrattismo geometrico di scuola Bauhaus, ma le forme sono i prodotti stessi ridotti alla sagoma essenziale; la fascetta kraft porta una sola icona (anello per i taralli, cerchio pieno per il rustico, quadrato per la cotognata, sagoma di bottiglia per il Primitivo), così il prodotto si riconosce dalla forma prima che dal nome.

Nereo: etichette, astuccio singolo e cofanetto da tre per una linea di vini del Salento. Il marchio è un rosone fatto solo di punti, che riprende le luminarie delle feste patronali; ogni vino ha un fondo e una quaterna di colori propri.

Koko Caffè: buste doypack richiudibili, bicchieri da asporto in cartoncino kraft con fascia stampata, shopper in cotone e un van attrezzato a caffetteria mobile, rivestito integralmente nella versione lineare del pattern, lo stesso motivo delle buste portato alla scala di un veicolo.

Daniela Centro Estetico, a Squinzano: la «D» si fonde con una foglia stilizzata e un fiore di loto, in turchese, verde acqua e oro. Da lì nascono biglietti da visita, cartoline, gift card per le clienti, magliette e divise, e il rapporto tra pittogramma e scritta resta identico dal biglietto all'insegna.

Quanto costa

Dipende da quanti pezzi e formati vanno progettati, da quanto lavoro originale contengono (un pattern o una serie di illustrazioni pesano più di un'impaginazione) e dallo stato del marchio, se esiste in una forma utilizzabile o va rimesso in ordine prima. Il costo di stampa e produzione è a parte e conviene chiederlo alla tipografia prima di chiudere il progetto, perché una scelta di materiale può spostarlo più del progetto grafico.

Per i progetti che partono dal marchio, le fasce osservate sul mercato italiano le trovi nella guida sul costo del logo; per il resto il preventivo arriva dopo che ci hai detto cosa devi stampare, in che quantità e per quando.

Progetti di questo tipo

Domande frequenti

Fate anche solo il packaging, se il logo ce l'ho già?

Sì, quando il marchio ha i file e le varianti per reggere l'applicazione. Con solo un JPG, nessuna versione in negativo e colori mai codificati, il marchio va sistemato prima: lo segnaliamo all'inizio, perché accorgersene in tipografia costa molto di più.

Progettate etichette per vino e prodotti alimentari?

Sì: le etichette e gli astucci di Nereo, la fascetta dei prodotti Salento Typical Food, le buste delle miscele di Koko Caffè. Le informazioni obbligatorie le fornisce il produttore; noi le impaginiamo in modo che restino leggibili e, quando possibile, modificabili senza ristampare tutto.

Fate illustrazioni?

Sì. Per i contenuti di 400 Gradi disegniamo illustrazioni originali a tratto che si sovrappongono alla fotografia del piatto: danno al post un segno che si riconosce anche senza logo e aggiungono racconto a un'immagine che altrimenti sarebbe solo appetitosa.

Realizzate anche merchandising, shopper e divise?

Sì: t-shirt e spille smaltate per Festify, shopper in cotone per Koko Caffè, magliette e divise per il centro estetico Daniela. Per un'attività è uno dei pochi casi in cui il marchio diventa un oggetto che qualcuno sceglie di portare addosso.

Quanto tempo serve?

Ai tempi di progetto vanno sommati quelli di stampa e produzione, che per cartone, carta e tessuto possono essere lunghi e variano da fornitore a fornitore. Se sai già quando il prodotto deve essere sullo scaffale o nel locale, dillo all'inizio: da quella data ricaviamo a ritroso tutte le altre.

Lavorate con produttori fuori dal Salento?

Sì. La maggior parte dei progetti nasce tra Lecce e il Salento, ma con i clienti fuori regione lavoriamo da remoto: il packaging da asporto di Osteria del Mare l'abbiamo progettato per un'osteria di Amalfi.

Raccontaci cosa devi stampare

Dicci che prodotto, negozio o locale è, su quali supporti finirà il marchio e se hai già una data di uscita. Da lì ti diciamo cosa va progettato, in che ordine, e cosa conviene chiedere alla tipografia prima di cominciare.

Parliamo del progetto