Branding per ristoranti nel Salento: logo, menu, packaging e insegna
In breve
Progettiamo l'identità visiva di ristoranti, pizzerie, osterie, chioschi e produttori food del Salento. Partiamo dal marchio con le sue varianti, palette e caratteri, poi lo portiamo sulle superfici che un locale usa davvero: menu, insegna, mise en place, packaging da asporto, etichette, biglietti. Lavoriamo da Lecce dal 2020; nel portfolio ci sono un chiosco sulla spiaggia di Pescoluse, un'osteria di pesce ad Amalfi, una linea di vini, una di prodotti tipici salentini e un caffè venduto confezionato e da asporto. Questa pagina parla di ristorazione perché è il mestiere che conosciamo meglio; progettiamo identità anche fuori dal food, dal centro estetico Daniela alla piattaforma di eventi Festify.
Un ristorante non usa un logo: usa decine di superfici
Il marchio di un locale vive sull'insegna a dieci metri e sull'immagine profilo a quaranta pixel, sul menu che si sfoglia al tavolo e sulla scatola della pizza che esce dalla porta. Se queste decisioni non vengono prese durante il progetto, le prenderà qualcun altro improvvisando: la tipografia sotto casa, chi pubblica il post di quel giorno, il fornitore del packaging, ogni volta in modo diverso.
Per questo consegniamo un sistema: il logo con le sue varianti, i colori con i codici esatti per stampa e schermo, i caratteri, un pattern quando serve, e le regole per applicarli. Costa più di un logo da solo, ma evita di rifare tutto dopo due anni. Per la stessa ragione, quando seguiamo un locale anche sui social, identità e piano editoriale li progettiamo insieme.
Cosa progettiamo
Ogni progetto parte dal marchio e si estende alle applicazioni che il locale usa, e queste cambiano da caso a caso: a un chiosco servono insegna, cartelli e ombrelloni, a un'osteria menu, mise en place e packaging da asporto, a un produttore etichette, astucci e cofanetti.
Fuori dalla ristorazione il punto di partenza resta questo. Per il centro estetico Daniela, a Squinzano, il marchio è arrivato su biglietti da visita, cartoline, gift card per le clienti, magliette e divise; per Festify, piattaforma online di organizzazione eventi, su t-shirt e spille smaltate. Quei due progetti li raccontiamo nella pagina di graphic design.
- Logo e varianti: principale, orizzontale, verticale, solo simbolo, negativo, monocromia
- Palette, tipografia e pattern, con i codici Pantone, CMYK, RGB e HEX
- Menu, mise en place e materiali di sala
- Insegna, vetrofanie, cartelli e allestimenti esterni
- Packaging da asporto, etichette, astucci e cofanetti
- Coordinato stampa: biglietti da visita, shopper, merchandising
- File vettoriali e raster pronti per tipografia, insegnista e web, con le linee guida d'uso
Quattro progetti che spiegano il metodo
Osteria del Mare, ad Amalfi: il pittogramma fonde gli archi acuti del Duomo con la sagoma di un pesce, e da lì nasce un pattern a due figure in blu navy e bianco applicato a menu, mise en place, piatti, biglietti da visita e packaging da asporto.
Chiosco Thoje, a Pescoluse: il logo esistente è stato rinnovato con un restyling, poi portato su insegna, cartelli, menu, listini e ombrelloni; per il chiosco curiamo anche i social e le campagne stagionali.
Nereo, vini del Salento: un rosone composto di soli punti, ispirato alle luminarie delle feste patronali, e tre etichette che prendono il nome dai saluti in griko (Kalispera per il rosato, Kalinifta per il Negramaro), con bottiglia, astuccio singolo e cofanetto da tre.
Salento Typical Food: packaging per taralli, rustici, cotognata e Primitivo con un pattern geometrico in cui ogni prodotto diventa una forma elementare, e una fascetta in carta kraft con l'icona che identifica il contenuto.
Rebranding o restyling
Se il marchio è riconosciuto dai tuoi clienti e il problema sta nella leggibilità, nei colori o nella mancanza di varianti, un restyling conservativo costa meno e non disperde quello che hai costruito. È quello che abbiamo fatto per il Chiosco Thoje, rinnovando il logo che c'era già.
Se invece il locale è cambiato nel menu, nel pubblico o nella fascia di prezzo, o il marchio nasce ora, si parte da zero. Quale dei due casi sia il tuo lo capiamo dopo aver visto cosa hai — capita anche che il logo vada bene e servano solo le applicazioni.
Quanto costa
Il prezzo misura il lavoro che c'è prima e dopo il disegno, molto più della complessità del segno: analisi del posizionamento, verifica che il segno non assomigli a quello di un locale vicino, costruzione del sistema, preparazione dei file per ogni fornitore. Cresce poi con il numero di superfici da coprire: un chiosco e un ristorante da quaranta coperti non hanno lo stesso preventivo.
Le fasce osservate sul mercato italiano, dal freelance junior allo studio con progetto di identità completo, le trovi nella guida sui costi del logo. Il nostro preventivo arriva dopo che ci hai raccontato il locale e le applicazioni che ti servono, e mette per iscritto cosa consegniamo.
Tempi
Un progetto di marchio condotto bene richiede in genere dalle due alle sei settimane: ascolto e ricerca, proposte, revisioni, poi file e linee guida. Le applicazioni allungano i tempi in proporzione a quante sono e a quanti fornitori coinvolgono (tipografia, insegnista, produttore di packaging), e vanno pianificate insieme alle stampe fin dall'inizio.
Progetti di questo tipo
Domande frequenti
Fate anche solo il menu o solo l'insegna?
Sì, se il marchio che hai regge l'applicazione: alcuni progetti si chiudono con la consegna di un singolo materiale. Se il logo non ha le varianti o i file necessari, lo verifichiamo prima di disegnare l'insegna, perché scoprirlo dopo la stampa costa molto di più.
Lavorate solo con ristoranti del Salento?
No. La ristorazione del Salento è la parte più grossa del lavoro, ma il rebranding di Osteria del Mare l'abbiamo curato per un'osteria di pesce ad Amalfi, lavorando da remoto e raggruppando sopralluoghi e riprese in poche giornate sul posto.
Che differenza c'è tra logo e brand identity?
Il logo è il segno. La brand identity è il segno più le regole che lo rendono utilizzabile da chiunque, da chi pubblica sui social alla tipografia al fornitore del packaging: colori, caratteri, pattern, varianti e usi vietati. Per un locale, che stampa su decine di superfici, serve la seconda.
Progettate anche il packaging per prodotti tipici e vini?
Sì: etichette, astucci e cofanetti per la linea di vini Nereo, il packaging di Salento Typical Food per taralli, rustici, cotognata e Primitivo, le buste delle miscele e i bicchieri da asporto di Koko Caffè. Quando il prodotto esce dal territorio, la confezione è quasi l'unica cosa che lo presenta.
Quali file ricevo alla consegna?
Gli stessi che nella guida indichiamo come minimo da pretendere: vettoriali (AI, EPS, SVG, PDF) per tipografia, insegnista e grandi formati; raster (PNG con trasparenza, JPG) per il web e i social. Con tutte le varianti del marchio, i codici colore esatti e le linee guida d'uso, così qualunque fornitore può applicarlo senza chiamarci.
Quanto tempo serve?
Come scriviamo nella guida, un progetto di marchio condotto bene richiede in genere dalle due alle sei settimane; le applicazioni si aggiungono in base a quante sono, e i tempi del tuo caso li mettiamo per iscritto nel preventivo. Se hai un'apertura o una stagione davanti, dillo subito, perché le date di consegna delle stampe decidono quando il disegno deve essere chiuso.
Raccontaci il locale
Dicci se il locale apre ora o esiste già, cosa hai in mano (un logo, delle foto, un menu) e su quali superfici finirà il marchio. Con queste tre informazioni ti diciamo se serve un progetto completo, un restyling o solo le applicazioni.
Parliamo del tuo marchio